Co(youth) working

Introduzione

Quanto gli spazi di coworking contribuiscono davvero allo sviluppo di competenze, all’inclusione sociale e lavorativa dei giovani? Quanto e come riescono a promuovere solidarietà, protagonismo, coinvolgimento e partecipazione giovanile? Quali sono i fattori che potrebbero migliorare l’efficacia dell’azione promossa da questi “nuovi spazi” per i giovani?

L’idea progettuale di Co(youth)working è quella di definire delle linee guida che consentano di aumentare l’impatto sociale degli spazi di coworking sul territorio di riferimento. Queste devono permettere al coworking di rimanere economicamente sostenibile e sostenere lo sviluppo effettivo delle competenze imprenditoriali dei giovani utenti che ospitano.

In quest’ottica è importante che questi spazi siano in dialogo costante sia con i giovani co-worker, sia con i soggetti esterni appartenenti alla comunità locale, alimentando un virtuoso processo di partecipazione, cittadinanza attiva e sviluppo del capitale umano e sociale del territorio.

Il progetto ha ricevuto dal programma Erasmus+, tramite l’Agenzia Nazionale per i Giovani, un finanziamento di 200.809 euro.

Coinvolge 5 organizzazioni provenienti da:

Italia (Comune di Cinisello Balsamo), Francia (COACTIONS), Portogallo (APPJUVENTUDE), Croazia (Nest 01) e Olanda (Impact Hub).

Obiettivi

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  1. Delineare il ruolo dello youth worker come figura chiave per la gestione di uno spazio di coworking, individuando le competenze necessarie e il percorso di formazione e sviluppo delle stesse; miriamo infatti alla valorizzazione delle azioni di animazione e dell’approccio dello youth work per supportare da un lato i giovani imprenditori e le nuove startup, dall’altro lo sviluppo umano, sociale ed economico delle comunità locali;
  2. Elaborare una strategia cross-settoriale di gestione dei coworking che combini l’attenzione al “social impact” con il sostegno allo sviluppo delle startup presenti al loro interno;

3. Proporre uno strumento, una guida utile alle organizzazioni che vogliono aprire uno spazio di coworking (o innovare quello già esistente), che sia la sintesi delle esperienze dei partner: una raccolta di raccomandazioni, strumenti, attività, possibili risorse e rischi (ed eventuali soluzioni da adottare per superarli);

4. Valorizzare il ruolo e il coinvolgimento degli enti pubblici e delle reti territoriali nella gestione degli spazi di coworking, in modo tale da facilitare il dialogo tra gli stakeholder, fornire una visione più ampia della società in cui sono inseriti, monitorare i processi nella loro continuità, coerenza e impatto a lungo termine sui territori.

Output

Scarica gratuitamente gli strumenti prodotti durante il progetto!

Un booklet che contiene linee guida e indicatori utili a chi gestisce un coworking, per costruire uno spazio aperto pronto ad accogliere i giovani e favorire lo sviluppo economico e sociale della comunità che lo ospita

🇮🇹 Versione ridotta

🇬🇧 Versione ridotta

🇫🇷 Versione ridotta

🇵🇹 Versione ridotta

🇳🇱 Versione ridotta

🇭🇷 Versione ridotta

Una lista di competenze (proprie dello youth work) che gli operatori dei coworking devono acquisire per poter coinvolgere i giovani in modo efficace nei loro spazi

🇮🇹 Versione italiana

🇫🇷 Versione francese

🇵🇹 Versione portoghese

🇳🇱 Versione olandese

🇭🇷 Versione croata

Un quiz di autovalutazione on-line, rivolto agli operatori dei coworking, per valutare la vicinanza/distanza dalle competenze di youth work individuate

Attività

KICK-OFF MEETENG – Cinisello Balsamo, Italia

28-30 Ottobre 2019

Dal 28 al 30 ottobre si è svolto il primo meeting con i partner del nostro progetto CoYOUTHworking che ha ottenuto un finanziamento di oltre € 200.000 dal Programma Erasmus+ – Partenariati Strategici per l’Innovazione nell’ambito della Gioventù.

CoYOUTHworking mira alla creazione di strumenti utili per valorizzare il ruolo dei giovani all’interno degli spazi di coworking, delle linee guida che potranno essere utilizzate da chi già gestisce uno spazio di lavoro condiviso o da chi vuole avviarne uno nuovo.

Si è trattato di un incontro ricco di spunti e riflessioni e, oltre ad aver ripercorso le tappe del progetto, i partner provenienti da Croazia, Francia, Portogallo e Paesi Bassi, hanno avuto l’opportunità di visitare Cofò ,”Un luogo ricco di potenzialità, in cui risulta facile immaginare la nascita di una vera comunità di coworker” hanno commentato gli ospiti.

Gli operatori hanno inoltre visitato LibertHub, il centro civico polifunzionale di Monza comprendente uno spazio di coworking che, come Cofò, sarà interessato dalla sperimentazione degli strumenti creati dal progetto.

Parimenti interessante è stato l’incontro con la dott.ssa Arianna Vignati del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, coinvolto in CoYOUTHworking per l’essenziale validazione scientifica dei risultati, che ha avuto modo di spiegare perché il settore del design e quello degli spazi di lavoro condiviso sono così connessi.

Il meeting si è concluso con i saluti dell’Assessore alle Politiche Giovanili Daniela Maggi: “Ancora una volta il Comune di Cinisello Balsamo promuove un’iniziativa innovativa dedicata alle politiche che riguardano i giovani e il mondo del lavoro, continuando il confronto e la collaborazione con altre realtà europee.”

WORK GROUP 1 – Amsterdam, Paesi Bassi

16-19 Dicembre 2019

Dal 16 al 19 dicembre 2019 si è riunito ad Amsterdam il gruppo di lavoro su CoYOUTHworking.
Il team, composto da due youth worker per ognuna delle 5 organizzazioni partner, ha il compito di sviluppare i contenuti che confluiscono poi nei prodotti finali del progetto.

Questo primo work group, ospitato dal partner olandese Impact Hub Amsterdam, è stato utile per condividere esperienze di successo nel coinvolgimento dei giovani all’interno di spazi di coworking in Europa, e per definire insieme “indicatori” che guideranno nel riconoscimento di buone pratiche in quest’ambito.
Gli standard di qualità individuati rappresentano il risultato finale di un dibattito molto stimolante che ha interessato tutti i partner, ognuno dei quali è stato rappresentante di contesti culturali diversi tra loro, ma che sono accomunati dallo stesso quadro europeo di riferimento e dagli obiettivi propri dello youth work.
È proprio questo il valore aggiunto dei progetti promossi da Erasmus+: consentono di “mettere insieme” i punti di forza delle esperienze dei vari Paesi partecipanti, trovando risposte a bisogni comuni. Il dialogo ha permesso così di analizzare le pratiche promosse in Francia per andare incontro alla disoccupazione dei giovani nelle aree rurali stimolando la nascita di cooperative sociali; le sperimentazioni del partner portoghese per creare un collegamento diretto tra il Centro di Aggregazione Giovanile e lo spazio di coworking che fin’ora accoglie professionisti di un’età media maggiore; le competenze degli olandesi di creare e gestire le community dei giovani all’interno del coworking, in modo tale da stimolare allo stesso tempo le relazioni sociali, il senso di appartenenza e le capacità imprenditoriali; la capacità dell’organizzazione croata di organizzare eventi e momenti ricreativi che diventano punti di riferimento per i giovani della città; infine, le esperienze italiane di collaborazione tra gli enti e le politiche pubbliche e gli spazi di coworking.

Sulla base degli indicatori individuati e con il supporto del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano (il quale è responsabile della revisione scientifica e metodologica dei prodotti del progetto), sono stati creati due strumenti per la raccolta dati: un questionario rivolto ai giovani, utile a indagare le loro aspettative rispetto a uno spazio di coworking accoglienze e funzionale ai loro bisogni;

secondo, una griglia di osservazione e raccolta di informazioni su pratiche virtuose nell’ambito del coinvolgimento dei giovani negli spazi di coworking (non solo in Europa, ma in tutto il mondo).

Seguirà, nel prossimo mese, la diffusione dei questionari a livello locale nei Paesi partner, e la sistematizzazione delle informazioni.

Durante il meeting, non sono mancati momenti di “scoperta” del territorio e dei progetti locali imprenditoriali: lo staff di Impact Hub Amsterdam ha infatti accompagnato i rappresentati delle organizzazioni in una visita-studio al quartier generale di TQ. Lo spazio ospita i Young Creators, una community di giovani e ambiziosi talenti che condividono informazioni utili su opportunità di lavoro, dibattiti sull’imprenditorialità e le nuove tecnologie, formazioni, consulenze, contatti con aziende ed eventi aperti alla comunità locale.
I partner hanno avuto inoltre l’opportunità di partecipare (anche attivamente, attraverso il voto) a un evento di Elevator Pitch che è stato d’ispirazione per le iniziative future del Comune di Cinisello Balsamo e della piattaforma HubOut.

CoYOUTHworking inizia a prendere forma.

WORK GROUP 2 – Bordeaux, Francia

17-20 Febbraio 2020

Dal 17 al 20 febbraio 2020 si è riunito per la seconda volta il gruppo di lavoro su CoYOUTHworking.
A due mesi dall’incontro ad Amsterdam, gli youth worker rappresentanti delle organizzazioni partner hanno avuto la possibilità di confrontarsi e analizzare i risultati delle indagini svolte a livello locale.
Dopo aver concordato quali indicatori potrebbero aiutare a valutare le buone pratiche nel coinvolgimento dei giovani all’interno del coworking, infatti, i componenti del gruppo di lavoro hanno costruito degli strumenti di raccolta dati (griglie e questionari) per verificare che tali standard corrispondessero effettivamente alle aspettative e bisogni dei giovani.
Tra dicembre 2019 e febbraio 2020, quindi, è stata diffusa una survey nei territori di Porto e Viseu, Amsterdam, Bordeaux, Zagabria, Cinisello Balsamo e Monza.
Questa ha raccolto un totale di 208 risposte di cittadini per lo più di età compresa tra i 18 e i 25 anni (il 52%) e 26 e 35 anni (il 45%), mentre le persone dai 36 anni in su sono state rappresentate dal 4%. L’indagine ha fatto emergere, ad esempio, un forte bisogno dei/le ragazze/i di momenti di formazione e approfondimento, così come il largo utilizzo di Linkedin per la ricerca dei servizi di cui essi/e necessitano, e un ampio interesse per temi legati all’economia e business circolari.
Un secondo strumento di raccolta dati ha assunto la forma di questionario diretto ai gestori e community manager di spazi di coworking, per verificare la presenza o assenza di servizi e approcci che possono facilitare l’interesse e inclusione dei giovani.

Tutti i risultati, sistematizzati grazie al supporto scientifico dei docenti del Politecnico di Milano – Dipartimento di Design, confluiscono all’interno del booklet finale.
Non sono mancati, anche in questo momento di incontro, le visite-studio presso gli spazi di lavoro condiviso nella città di Bordeaux.

Le organizzazioni hanno così avuto modo di conoscere il FabLab BEN, all’interno del quale adulti, giovani e bambini possono imparare ad usare la tecnologia in modo attivo, capendone i meccanismi e rendendola uno strumento a disposizione della loro immaginazione.
Successivamente, lo staff di Co-Actions ha accompagnato i partner a visitare Zàp – La zone à partager de Bègles, che invece funge da incubatore a progetti di imprenditoria sociale e che, all’interno dei suoi spazi, mette a disposizione locali, stampanti, proiettori, ministudio, attrezzature espositive, programmi di formazione e intrattenimento.

Infine, Sew&Laine, comprendente un laboratorio condiviso con stampanti tessili, plotter da taglio, e una macchina da ricamo digitale semi-industriale, oltre a uno spazio di coworking dedicato specificatamente alla produzione artigianale e creativa.
I prossimi passi del progetto, ora che l’impalcatura del modello strategico è stata impostata, consisteranno nel perfezionamento e traduzione del booklet e nella defizione del secondo output di CoYOUTHworking: un modello di competenze (che trae ispirazione da ETS – A competence model for youth worker to work internationally) utili a chi lavora o gestisce spazi di coworking e interessati ad includere giovani al loro interno.

WORK GROUP 3 – Viseu, Portogallo

5-8 Luglio, 2021

Dopo più di un anno in cui la pandemia covid-19 ha costretto i partner di CoYOUTHworking a sviluppare il progetto online, dal 5 all’8 luglio gli operatori hanno avuto la possibilità di incontrarsi nuovamente a Viseu, ospitati dall’organizzazione portoghese APPJuventude.
Gli youth worker hanno colto l’occasione per aggiornare i colleghi sull’andamento delle attività nei rispettivi Paesi, ma sopratutto per perfezionare e finalizzare il secondo output previsto dal progetto: un modello delle competenze fondamentali per lavorare con i giovani con un approccio inclusivo all’interno degli spazi di coworking.
La proposta trae ispirazione dal modello ETS – A Competence Model for Youth Worker to Work Internationally, pubblicato dalla piattaforma SALTO Training & Cooperation Resource Center, e viene riadattata al contesto degli spazi di lavoro condiviso.
Il modello, pubblicato su questo sito (insieme alle linee-guida per la strategia organizzativa), contiene una lista di 6 competenze chiave, a loro volta declinate in attitudini, conoscenze, abilità e comportamenti, oltre a un approfondimento su pratiche e strumenti utili a sviluppare le competenze stesse. Quest’ultima sezione è una raccolta di esperienze sviluppate dai partner di progetto in Portogallo, Paesi Bassi, Italia, Francia e Croazia.
Il percorso di definizione dell’output ha impegnato gli operatori delle organizzazioni anche durante i periodi di restrizione finalizzati al contenimento del contagio: sono stati infatti numerosi i meeting e le sessioni di lavoro online che hanno reso possibile il proseguimento nello sviluppo delle attività, mantenendo unito lo staff di progetto per il raggiungimento degli obiettivi.

L’incontro in Portogallo, tuttavia, ha costituito ancora una volta un valore aggiunto per i contenuti del progetto, arricchiti dalla possibilità di visitare luoghi d’interesse per le tematiche affrontate.
Gli operatori di APPJuventude hanno accompagnato i rappresentanti dei partner a visitare Pousada de Juventude de Viseu, un ostello gestito dall’associazione Adamastor con un’attenzione particolare all’aggregazione e alla socialità dei giovani, all’ospitalità di iniziative internazionali e al sostegno di azioni nell’ambito del no-profit.

Le attività dell’ostello sono strettamente collegate a quelle del Centro di Aggregazione Giovanile adiacente, che coinvolge nel suo coordinamento volontari/e locali ed europei/e, e che CoYOUTHworking sta aiutando a mettere in relazione con il vicino spazio di coworking.
Gli youth worker partecipanti si incontreranno nuovamente a Zagabria, in Croazia, a settembre 2020, per perfezionare e lanciare ufficialmente tutti gli output di progetto attraverso il sito dedicato.

WORK GROUP 4 – Zagabria, Croazia

20-23 Settembre, 2021

Dal 20 al 23 settembre si è svolto a Zagabria, in Croazia, il quarto e ultimo incontro del gruppo di lavoro su CoYOUTHworking, ospitato dall’organizzazione Nest01 – HUB385. Obiettivo principale del meeting è stato quello di finalizzare gli output di progetto. In particolare, i partner hanno lavorato alla creazione di un questionario di autovalutazione indirizzato agli operatori dei coworking, utile a misurare la capacità di includere i giovani all’interno degli spazi, che sarà pubblicato a breve sul sito www.coyouthworking.eu

Il questionario rappresenta uno spunto di riflessione e un punto di partenza per approfondire quali pratiche possono rendere uno spazio di lavoro condiviso maggiormente attrattivo per i giovani, portando un valore aggiunto nello sviluppo della comunità locale. Esperienze e consigli che gli interessati possono ritrovare nel booklet “Un modello organizzativo strategico per promuovere l’impatto sociale della partecipazione e dell’imprenditorialità giovanile dentro e fuori uno spazio di coworking” e in “Un modello delle competenze per youth worker negli spazi di coworking”, scaricabili gratuitamente sul sito di progetto.

Durante l’incontro i partner hanno lavorato inoltre sul contenuto e sulla registrazione del video finale di progetto, una sintesi delle indicazioni elaborate durante i work group. Un video-maker professionista si sta infatti occupando della direzione e del montaggio del prodotto finale.

Il meeting si è concluso con una visita-studio presso il makerspace Radiona, nato nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’”open source” e dell’auto-produzione, oltre a connettere arte, scienza e tecnologia (soprattutto nelle STEAM). L’associazione mira a creare nuove reti di realtà che si occupano della cultura DIY (do-it-yourself) e DIWO (do-it-with-others) attraverso un approccio interdisciplinare basato sulla costruzione di comunità, sulla partecipazione, la coesione, la condivisione di conoscenza e la co-progettazione.

Workshop – Matera, Italia

7-9 Ottobre, 2021

Il 9 ottobre, in occasione dell’apertura del nuovo spazio HubOut di Matera, si è svolto l’evento di lancio dei risultati finali di CoYOUTHworking.

Si è trattato di un workshop interattivo gestito in collaborazione con i partner del progetto europeo, che hanno arricchito l’incontro con contributi relativi alle loro specifiche esperienze.

Il pubblico dell’evento è stato rappresentato principalmente dalle startup giovanili partecipanti al percorso formativo HubOut e dalle organizzazioni partner di progetto: Oltrespazio, che gestisce lo spazio di coworking Cofò; il CSBNO, che promuove all’interno degli spazi bibliotecari dei Makers Lab; il Comune di Matera, responsabile dell’apertura del nuovo HubOut; Basilicata Creativa, Generazione Lucana e Comincenter, che accompagnano e supportano i progetti imprenditoriali dei giovani del territorio. Si sono aggiunti inoltre youth worker provenienti da organizzazioni attive nell’ambito di Erasmus+.

Il programma ha compreso:

  • una presentazione generale di CoYOUTHworking, dei bisogni e delle riflessioni che hanno originato l’idea progettuale, e delle organizzazioni partecipanti;
  • una sessione specifica sul ruolo dello youth worker nello sviluppo delle competenze imprenditoriali dei giovani, oltre che sull’inquadramento normativo europeo e sulle opportunità finanziate da Erasmus+ indirizzate agli animatori socioeducativi;
  • un approfondimento sul tema degli spazi di lavoro condiviso e sul ruolo del community manager come facilitatore delle interazioni tra il coworking e le comunità locali dei giovani (a cura dei rappresentanti di ImpactHub);
  • una descrizione approfondita degli output e delle modalità di consultazione; inoltre, sono state distribuite ai partecipanti le copie del booklet e del modello di competenze tradotti in italiano;
  • una presentazione di alcune pratiche presentate negli output, in particolare l’Entrecomp Lab Junior (che prevede l’accompagnamento degli studenti delle superiori nello sviluppo di un’idea imprenditoriale, sottoforma di simulazione) e dei processi partecipati che possono essere utili a co-progettare uno spazio di lavoro condiviso;

Il workshop si è concluso con un’attività di World Cafè: i partecipanti sono stati divisi in gruppi di dibattito incaricati di riflettere su 4 diversi temi e sintetizzare le conclusioni su dei cartelloni; per ognuna delle tematiche, ciascun gruppo ha avuto a disposizione 5 minuti per confrontarsi e riportare per iscritto i contributi. Al termine dei minuti a disposizione, sono stati esposti i risultati di fronte ai decisori politici presenti, con il supporto dei partner di CoYOUTHworking che hanno accompagnato il processo.

I 4 spunti di riflessione sono stati:

  • Cosa potrebbe rendere uno spazio di lavoro condiviso maggiormente “attrattivo” per i giovani (in termini di attività, eventi, figure chiave, arredamenti/design dello spazio….)?

È emerso da qui l’interesse dei giovani a trovare uno spazio “digitale” e tecnologico, così come un approccio non-formale agli eventi e alle attività che verrebbero promosse, e proposte di incontro e scambio interculturale.

  • Quali connessioni (con quali attori esterni) ti aspetti di trovare un uno spazio di lavoro condiviso?

Si sottolinea la ricerca di figure “esperte” che possano supportare i giovani imprenditori, ma anche la necessità di trovare clienti e partner.

  • Un ente pubblico può promuovere la diffusione di una “cultura imprenditoriale” nella comunità? Se sì, in che modo?

Le riflessioni hanno puntato sia sulla costruzione di una strategia a  lungo termine, che su attività pratiche quali il coinvolgimento di “business angel”, la proposta di bandi e finanziamenti, così come la messa a disposione di un’assistenza legale per la fase di avvio delle startup.

  • In che modo gli spazi di lavoro condiviso possono portare benefici alla comunità locale?

Le parole chiave evidenziate nelle conclusioni sono state: rete, benefici economici e promozione di modi più sostenibili di lavorare, innovazione e creatività, oltre all’incontro di diversi tipi di persone (con differenti backgroup culturali, sociali, economici ed educativi).

Al termine del laboratorio, tutte le riflessioni e suggerimenti sono stati “consegnati” simbolicamente ai rappresentati del Comune di Matera a cui spetta il compito di sviluppare il nuovo spazio di coworking HubOut.

Proporre il lancio dei risultati di CoYOUTHworking durante l’evento di apertura di un nuovo luogo di lavoro codiviso ha permesso di rendere evidente il collegamento tra il tema dei coworking e quello dello youth work e delle politiche giovanili, evidenziandone i benefici sia per chi è incaricato di gestire i primi, che per i giovani e la comunità locale.

Partnership

Cinisello Balsamo è un Comune della Città Metropolitana di Milano con una popolazione di 75.723 abitanti. L’Amministrazione di Cinisello Balsamo promuove da diversi anni percorsi che favoriscono la partecipazione attiva della cittadinanza alla vita e alle scelte che impegnano gli amministratori nel governo della città, operando in stretta collaborazione con le diverse realtà e organizzazioni sociali giovanili per il coinvolgimento e l’attivazione dei giovani nei progetti, nelle iniziative e nelle attività ad essi indirizzate.
L’Amministrazione di Cinisello Balsamo riconosce il valore del coinvolgimento dei giovani, studenti e lavoratori, quale presenza attiva e propositiva nell’ambito sociale e culturale, e delle aggregazioni giovanili, culturali e ricreative, come forte momento di arricchimento e crescita della città. Per questo motivo, il giovane rappresenta una figura centrale anche all’interno dell’Ufficio Europa, Progetti
Complessi e Fundraising, costituito all’inizio dell’anno 2020 in continuità con un’esperienza consolidata nella presentazione di progettualità dedicate in particolare alle nuove generazioni, sia a livello locale, che nazionale ed europeo; un esempio è dato dalle numerose proposte finanziate nell’ambito dei programmi
comunitari Erasmus+ (per le opportunità di apprendimento all’estero), Europa per i Cittadini (per lo sviluppo della cittadinanza attiva), Corpo Europeo di Solidarietà (per la promozione del volontariato giovanile), il cui sviluppo ha coinvolto negli ultimi 15 anni centinaia di giovani.

L’obiettivo generale dell’Ufficio Europa è quello di dare ulteriore impulso alla partecipazione dell’Ente ai programmi europei, nazionali e regionali per lo sviluppo e la crescita del territorio, con particolare attenzione alla promozione di coesione sociale, ossia l’investimento sul capitale sociale, e alla promozione di competenze sociali e professionali, ossia l’investimento sul capitale umano. La progettazione europea diventa quindi per l’Ente uno strumento condiviso da tutti i settori per offrire nuovi modelli organizzativi per lo sviluppo di scenari di sostenibilità culturale e di cittadinanza, rendendo il territorio “attrattivo” e capace di trattenere le risorse rappresentante dai giovani, rispondendo capillarmente ai loro bisogni educativi, formativi, di socializzazione e professionali.
La struttura comprende lo sportello Eurodesk, dedicato all’informazione e promozione delle opportunità di apprendimento, lavoro e volontariato all’estero rivolte ai giovani e finanziati dalla Commissione Europea.
Sono infine centrali le progettualità fortemente orientate alla costruzione di reti che costituiscano sistemi di risorse capaci di sostenere azioni di cittadinanza attiva e per lo sviluppo del senso di iniziativa e imprenditorialità dei giovani. Queste sono inserite nel programma Laboratorio di Innovazione Sociale HubOut, nato dalla volontà di supportare il talento dei giovani come risorsa e punto di partenza per lo sviluppo locale.

L’Associazione Portoghese dei Professionisti della Gioventù (APPJUVENTUDE) nasce nel 2018 come risultato di un processo durato più di due anni, in cui diversi youth worker provenienti da diversi settori e attività, hanno affermato il bisogno della sua creazione.
APPJUVENTUDE è composta da animatori socioeducativi professionisti appartenenti a diverse organizzazioni portoghesi quali Comuni, istituzioni pubbliche e associazioni non-profit, con molta esperienza nell’implementazione di progetti per i giovani (soprattutto nell’ambito di Erasmus+).
La mission di APPJUVENTUDE consiste in:
a) Valorizzare e dare dignità alla professione dello youth worker in Portogallo, così come spingere al suo riconoscimento e a quello delle organizzazioni giovanili a livello nazionale;
b) Proporre una legislazione e azioni che possano aiutare a regolare il settore della Gioventù e le professionalità che ad esso afferiscono;

c) Promuovere l’educazione non-formale e i processi di innovazione sociale, per supportare la partecipazione dei giovani nel preservare la società democratica;
d) Favorire la cooperazione nazionale e internazionale e azioni di rete, oltre allo sviluppo di un sistema educativo e la condivisione di strumenti tra i professionisti della gioventù.
APPJUVENTUDE ha avviato una serie di attività di formazione per youth worker, in partenariato con la IPDJ (Agenzia Nazionale per la Gioventù) e IEFP (Agenzia Nazionale per il Lavoro). È impegnata al momento con lo sviluppo di un MOOC, in lingua portoghese, sul tema dell’imprenditoria giovanile. APPJUVENTUDE ha impostato gruppi di lavoro settoriali per rispondere ai bisogni degli youth worker.
Tra questi, un gruppo di lavoro tecnico lavora direttamente nell’area dell’imprenditoria giovanile, soprattutto nell’ambito degli incubatori di impresa e spazi di coworking.

Nata nel 2008, Co-Actions è una Cooperativa di Attività e Lavoro, situata nel sud-ovest della Francia, nella regione della Nuova Aquitania. La cooperativa riunisce responsabili di progetto e giovani imprenditori che intendono creare il proprio lavoro all’interno di un quadro collettivo di economia sociale. Co-Actions sostiene le persone disoccupate, i capi progetto e i giovani imprenditori a sperimentare la fattibilità del proprio progetto con sicurezza, libertà e solidarietà. In quanto membri della cooperativa, sono invitati a partecipare alla vita dell’impresa sociale. Questo modello è una fonte di capacity building per i giovani e per il loro potenziale di creatività e innovazione. Attualmente ci sono 96 imprenditori all’interno della cooperativa. Ogni imprenditore fornisce una partecipazione finanziaria per pagare risorse collettive (coach, contabilità, formazione, comunicazione di lavoro, spazi di lavoro condivisi, ecc.).
Come cooperativa di interesse collettivo, Co-Actions sviluppa progetti e fornisce supporto agli imprenditori in tutta la regione della Nuova Aquitania, lavorando con organizzazioni pubbliche e private come partner per lo sviluppo locale.
Dal 2013, per supportare i suoi imprenditori, crea diversi spazi di co-working per permettere agli imprenditori di condividere uffici e incontrare partner, clienti, colleghi. Co-Actions ha creato:
 Uno spazio di co-working a Hagetmau, un piccolo villaggio nel sud della regione, in una zona rurale.
Questo spazio di co-working si trova nell’ufficio di una grande organizzazione no profit. I co-workers sono imprenditori locali e una piccola casa editrice di uno spazio di co-working a La Réole, un altro villaggio in una zona rurale. Lo spazio di co-working è aperto a tutti gli imprenditori di questa regione e per i lavoratori che possono lavorare a distanza.

 Uno spazio di co-working a Bègles, una piccola cittadina vicino a Bordeaux in un edificio in condivisione con una cooperativa alimentare e una ONG che sviluppa progetti per e con i giovani con disturbo dello spettro autistico (ASD). In tutti questi spazi, la cooperativa organizza alcuni incontri informativi per parlare di imprenditoria all’interno di un quadro cooperativo.

Le formazioni sono ad esempio:
–> Come gestire un’impresa in un quadro collettivo
–> Strategia di comunicazione
–> Modelli di business sostenibili
Dal 2016 attraverso partenariati con organizzazioni di innovazione, la cooperativa sostiene gli imprenditori nel fornire nuovi strumenti, nuovi concetti e pratiche innovative. Come esempio, Co-actions lavora con Sew&Laine, un innovativo fab lab per progetti tessili. Inoltre, a livello internazionale, Co-actions è coinvolta dal 2016 in un progetto di cooperazione con organizzazioni di economia sociale del Quebec, e in particolare POLECN. Gli obiettivi della cooperazione sono di condividere le migliori pratiche sull’imprenditoria nell’economia sociale e analizzare come gli spazi di coworking, Fab Lab e altri spazi di lavoro condivisi potrebbero essere fonti di innovazione sociale e di cooperazione. La cooperazione mira anche a trasferire il modello innovativo della Cooperativa di attività e lavoro nella regione del Quebec.

Nest 01 è la casa dei giovani sviluppatori, creatori, creativi e imprenditori. Promuove l’innovazione, la collaborazione e la condivisione della conoscenza. Insieme a una comunità di esperti e mentori ospitiamo workshop, masterclass, organizza eventi sulle STEM ed eventi di comunicazione, meetup e hackathon.
È uno spazio di co-working, un centro di sviluppo e una piattaforma di rete. In Nest 01 scopre, sostiene e responsabilizza giovani di talento, li aiuta a costruire i loro prodotti, le loro aziende e i loro sogni.

Nest 01 ha aperto le sue porte alla fine di marzo 2016 con la sua offerta di spazio di co-working. Posizionato in uno dei vecchi edifici della fabbrica tessile, ha offerto qualcosa di diverso dal normale mercato dell’affitto di uffici, per questo ha subito attirato i primi utenti.

In aprile Nest 01 ha iniziato ad organizzare eventi – sia per i residenti del Nest 01 che per un pubblico più ampio. Allo stesso tempo, la loro sede è diventata presto popolare per altri organizzatori (conferenze stampa, workshop, corsi di formazione). Offre tutti i vantaggi della tecnologia moderna (i collegamenti rete più veloci, stampanti 3D, copertura di telecamere di sicurezza, proiettori e attrezzature audio), ma cura anche l’aspetto dell’accoglienza: divani, poltrone, colori caldi, scrivanie in legno, e ha creato una casa per i suoi residenti e ospiti.

Essendo diverso dalle normali offerte di affitto di uffici sul mercato croato di oggi – lo spazio di co-working Nest 01 ha creato un immediato fermento sul mercato. Alla fine del 2018 è stato acquistato da un coworking e un coliving internazionale, Rent 24. Conta al suo interno tre co-fondatori, 5 membri dello staff senior e 4 membri dello staff junior. In totale ci sono più di 40 aziende che affittano lo spazio in Nest, cioè circa 250 persone. Nest 01 ha condotto molti progetti, specialmente nell’educazione, ricerca e comunicazione online. Inoltre, Nest 01 è stato selezionato dalla Commissione Europea come uno dei principali DIH della regione ed è stato selezionato dalle agenzie nazionali per implementare un progetto basato sul sostegno alle PMI attraverso istituzioni di supporto imprenditoriale come Nest 01.

Impact Hub Amsterdam fa parte della rete globale in rapida crescita di imprenditori e innovatori con più di 16.000 membri in oltre 100 città di tutto il mondo.
Per far accadere il cambiamento, facilita le soluzioni imprenditoriali che vogliono affrontare le più grandi sfide della società. Danno accesso a una vasta rete, così come a competenze commerciali, creano risorse e capitale, organizzano eventi, ospitano un centro di lavoro e gestiamo una serie di programmi di accelerazione. Fornisce il necessario per portare avanti iniziative imprenditoriali per un mondo migliore.
Dalla loro casa al KIT – il Royal Tropical Institute – danno il benvenuto a 10.000 ospiti, ospitano più di 250 eventi di impatto e accelerano più di 150 imprese ogni anno. Sin dal 2008, hanno aiutato più di mille imprenditori a avviare, far crescere e scalare il loro business di impatto. Con oltre 10 anni di esperienza nella costruzione di ecosistemi intorno all’imprenditoria sociale, hanno imparato molte lezioni.

Attualmente, si stanno concentrando sulla prossima generazione creando la Young Impactmakers Community. Con questa sotto-comunità coinvolgono i giovani changemaker locali nel lavoro dell’imprenditoria d’impatto e dell’innovazione sociale. Ospitano diversi workshop, bootcamp e offrono spazi di co-working a questa nuova generazione. Ogni mese circa 100 persone (pre-COVID19) si riuniscono per vedere come possono contribuire e lavorare su tematiche sociali attraverso l’imprenditorialità. Dopo averli incontrati, offrono loro abbonamenti all’interno del co-working per lavorare sulle proprie idee imprenditoriali e sui propri progetti.

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