ZAC

HubOut – Laboratorio Creativo ha dato vita, a partire dalla primavera 2013, al progetto ZAC – Zone Artistiche Condivise, che ha interessato la città di Cinisello Balsamo (MI) per più di sei mesi; il progetto ha coinvolto residenti e semplici fruitori del territorio in un processo di arte partecipata che ha toccato diverse tematiche contemporanee quali ad esempio: l’uso delle nuove tecnologie, la cittadinanza attiva e la rigenerazione urbana.
Questo processo partecipativo ha innescato un interessante riflessione su come l’arte possa essere uno strumento efficace per il coinvolgimento di una comunità nella gestione del suo territorio, inserendosi all’interno dei meccanismi di democrazia tra cittadini e istituzioni.

Il progetto si articola in 7 fasi: raccolta delle idee, sintesi delle idee raccolte, residenze degli artisti e co-progettazione, progettazione, promozione, premiazione/votazione e infine realizzazione.
Durante le varie fasi di sviluppo di ZAC – Zone Artistiche Condivise è stato proposto un calendario di appuntamenti aperti al pubblico che hanno accompagnato ed approfondito alcune tematiche affrontate durante il processo creativo. Tutti gli incontri pubblici hanno avuto luogo presso il Centro Culturale il Pertini.

Co(youth) working

Quanto gli spazi di coworking contribuiscono davvero allo sviluppo di competenze, all’inclusione sociale e lavorativa dei giovani? Quanto e come riescono a promuovere solidarietà, protagonismo, coinvolgimento e partecipazione giovanile? Se invece, come pare, le esperienze in tal senso non sono così confortanti, quali sono i fattori che potrebbero migliorare l’efficacia dell’azione promossa da questi “nuovi spazi” per i giovani?

L’idea progettuale di Co(youth)working è di permettere agli spazi di coworking di avere un rilevante impatto sociale sul territorio di riferimento, essere un servizio economicamente sostenibile e sostenere lo sviluppo effettivo delle competenze imprenditoriali dei giovani utenti che ospitano. I promotori puntano ad aprire i coworking mettendoli in una relazione di dialogo costante sia con i giovani che lo vivono, sia con i soggetti esterni appartenenti alla comunità locale, alimentando un virtuoso processo di partecipazione, cittadinanza attiva e sviluppo del capitale umano e sociale del territorio.

Il progetto ha ricevuto da ANG un finanziamento di 200.809 euro e coinvolge 4 organizzazioni provenienti da Francia (CO-ACTIONS), Portogallo (APPJUVENTUDE), Croazia (Nest 01) e Olanda (Impact Hub)

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  1. delineare il ruolo dello youth worker come figura chiave per la gestione di uno spazio di coworking, individuando le competenze necessarie e il percorso di formazione e sviluppo delle stesse; miriamo infatti alla valorizzazione delle azioni animative e dell’approccio dello youth work per supportare da un lato i giovani imprenditori e le nuove startup, dall’altro lo sviluppo umano, sociale ed economico delle comunità locali;
  2. elaborare una strategia cross-settoriale di gestione dei coworking combini l’attenzione al “social impact” con il sostegno allo sviluppo delle startup presenti al loro interno;
  3. proporre uno strumento, una guida utile alle organizzazioni che vogliono aprire uno spazio di coworking (o innovare quello già esistente), che sia la sintesi delle esperienze dei partner: una raccolta di raccomandazioni, strumenti, attività, possibili risorse e rischi (ed eventuali soluzioni da adottare per superarli);

4.  valorizzare il ruolo e il coinvolgimento degli enti pubblici e delle reti territoriali nella gestione degli spazi di coworking, in modo tale da facilitare il dialogo tra gli stakeholder, fornire una visione più ampia della società in cui sono inseriti, monitorare i processi nella loro continuità, coerenza e impatto a lungo termine sui territori.

Al termine del progetto saranno disponibili 3 strumenti:

Un booklet che contenga linee guida e indicatori utili per chi gestisce un coworking, che aiuti a costruire uno spazio aperto pronto ad accogliere i giovani e a favorire lo sviluppo economico e sociale della comunità che lo ospita

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