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Territorio, cultura, innovazione e creatività | Il manifesto di Cinisello Balsamo (MI)

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Dal dibattito Territorio, cultura, innovazione e creatività dell’evento “Diventa Maker in Biblioteca” sono emerse alcune suggestioni interessanti che il sociologo Stefano Laffi ha riassunto nel Manifesto di Cinisello Balsamo.

1. Occorre guardare alla produzione culturale secondo un nuovo paradigma, che superi i confini disciplinari ed elimini tutti i vincoli alla circolazione dei saperi

2. Il nuovo paradigma parte dalle conoscenze e non dagli oggetti, che hanno sempre una forma contingente, parte dalle persone e dalle comunità, che rappresentano la chiave di successo di qualunque cambiamento si voglia promuovere, e sono il vero patrimonio di un territorio

3. In questo senso cultura e produzione sono connesse, la crescita economica di un territorio dipende dal suo sviluppo delle conoscenze, la circolazione dei saperi è l’investimento fondamentale per garantire una futura ricchezza

4. La circolazione dei saperi ha un vantaggio economico anche perché ha un costo inferiore allo stoccaggio di qualunque supporto e possibilità infinite di espansione, mentre pensare la conoscenza in termini di “hardware” (da creare, acquistare, immagazzinare…) va incontro ad inevitabili vincoli fisici

5. In questa visione il territorio va letto come un ecosistema, basato sulle relazioni fra gli attori sociali, sulla circolazione delle idee, sulle interconessioni e le ricadute delle azioni, sulla opportunità e necessità di giocare meccanismi di moltiplicazione degli effetti (e quindi superando confini di competenza, di territorio, di età…)

6. Nell’ecosistema persone e comunità vanno riconosciute come portatrici di saperi e competenze, anche da giovanissimi, le politiche devono pertanto promuovere e valorizzare, consentire di crescere, investire e scommettere, dimostrarsi elastiche e recettive alle loro proposte

7. Nell’ecosistema le istituzioni devono aprirsi a nuovi legami e nuove partnership (come testimonia la presenza di confartigianato in bilbioteca) e le nuove reti delle politiche giovanili devono centrarsi meno sui problemi (sanità, servizi sociali, ecc.) e più sulle opportunità (cultura, produzione, ecc.)

8. L’ecosistema delle opportunità secondo il nuovo paradigma richiede un diverso approccio al territorio, perché le opportunità nascono dal riuso di territori e fabbricati, da una nuova regolamentazione sugli usi di quanto già esiste, dalla concessione di spazi per nuove attività, dalla creazione di luoghi (musei, biblioteche, …) che consentano di crescere come comunità e coltivare nuovi saperi e nuovi incontri

9. Lo sviluppo delle conoscenze della comunità è direttamente proporzionale alla risonanza nel sistema: moltiplicare le esperienze, gli stimoli e le occasioni di conoscenza è la miglior garanzia che ciascuno trovi il proprio talento, riconosca le proprie capacità e le metta disposizione sotto forma di attività o impresa

10. Le istituzioni sono di fatto chiamate ad assumere un nuovo ruolo: più che la produzione di norme e l’erogazione di prestazioni e servizi, la scommessa è oggi quella di fare da connettore di relazioni, promotore di opportunità, agente capace di rimuovere i vincoli, valorizzatore di risorse e capacità esistenti, fermo restando una speciale sensibilità al tema della disuguaglianza, al diverso accesso alle opportunità

11. Se persone e comunità sono le risorse fondamentali, le politiche devono agire sulla promozione di relazioni: questo vuol dire favorire aggregazioni per passioni e interessi, creare l’opportunità di incontri esemplari (testimoni, esperti, scienziati,…), attivare processi di mentorship, creare canali di comunicazione fra pari

12. La libera circolazione dei saperi e l’epoca di forte mutamento possono ribaltare la distribuzione delle conoscenze e invertire la loro direzione: occorre predisporsi all’idea che i nuovi docenti siano più giovani dei discenti, che un ragazzo possa salire in cattedra a spiegare che cosa ha appena inventato, e più in generale assumere il principio che le competenze vanno continuamente rinnovate a qualunque età, data la loro velocità di obsolescenza

13. I nuovi processi di apprendimento cambiano schemi cognitivi tradizionali – come la sequenza rigida teoria-prassi, il fatto di leggere il foglio di istruzioni prima di toccare un oggetto, l’idea che gli oggetti siano utilizzabili in un solo modo, quello previsto in produzione, ecc. – a favore invece di modelli in cui si apprende nel fare, si scopre manipolando, si creano le istruzioni anziché eseguirle, ci si attribuisce da subito il potere di creare e cambiare le macchine anziché solo farle funzionare

14. Questo superamento della logica di persone-utenti a favore di una di persone-creatrici (di conoscenze, di nuovi usi, di possibilità) si genera anche con adeguate strategie di allestimento e regolamentazione dell’utilizzo dei luoghi espositivi e didattici: i visitatori non possono più essere solo chiamati a guardare e leggere, ma devono poter toccare, manipolare, costruire, agire, variare gli usi, non solo per il piacere di “giocare” e sentirsi attivo nella fruizione della cultura, ma anche per l’efficacia dello stesso processo di apprendimento

15. La centralità delle persone e delle conoscenze deve essere trasparente non solo dall’attenzione alla relazione che deve caratterizzare tutti i luoghi pubblici deputati alla promozione dei saperi – come centri culturali, biblioteche, musei, ecc. – ma anche nelle condizioni ambientali di quei luoghi, perché il supporto non deve prevalere sul contenuto, perché luce e leggerezza favoriscono l’apprendimento, perché l’integrazione disciplinare può essere evidente dagli allestimenti stessi.

Stefano Laffi

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Cinisello Balsamo Manifesto

The debate titled “Territorio, Cultura, Innovazione, Creatività” held during the launch event “Diventa makers in Biblioteca” gave the opportunity to shed lights on some interesting suggestions: the sociologist and researcher Stefano Laffi has tried to summarize them in what is become the Cinisello Balsamo Manifesto

1.     We need to look at the cultural production by following another prospective, able to overcome the learning barriers and remove the limits to the spread of knowledges.

2.    The new paradigm starts from the knowledge’s and not from the objects, always transient and temporary. It starts from people and community that represent the key of any change you intend to promote and that are the real patrimony of a territory.

3.    Therefore, culture and production are connected; the economic growth of a territory depends on how it is able to develop knowledges. The spread of skills is the fundamental investment in order to guarantee a future welfare

4.    The spread of information and knowledge’s has a significant economic advantage because of its lower cost regarding the storage and it has infinite possibilities to grow. Thinking about knowledge as hardware (to be created, to buy and stock) has necessarily physical limits.

5.    According to this vision, the territory has to be conceived as an ecosystem, founded on the relations among the stakeholders, on the knowledge’s flow, on the opportunities and the needs to multiply and increase the effects (and by that overcoming learning barriers, land and age limits.)

6.  In this ecosystem, people and communities have to be recognized as information and skills bearers, even if they are very young. Therefore, policies need to promote and encourage them, by allowing their personal growth, investing on them and being receptive to their proposals.

7.   In this ecosystem, institutions need to encourage the creation of new relations and partnership (as the presence of Confartigianato in this context testifies). The new youth policies networks have to be focused more on the offer of opportunities (culture, production…) and less on problems (social services, healthcare service…)

8.   According to this new paradigm, the ecosystem of opportunities requires a different approach to the land.  Opportunities, in fact, come from the re-use of lands and buildings, from a new regulation about the use of what already exists, from the concession of spaces for new activities, from the creation of public places such as museums, libraries that allow the community to grow up and develop new ideas and encounters.

9.  The development of ideas and information of the community is directly commensurate to the system resonance: multiplying the experiences, stimuli and the chances to know is the best guarantee for anybody to find their own talent, to recognize their own abilities and put them to use in any activities.

10.  The institutions need actually to assume a new role no more issuing laws, rules and services but being the real relations connector instead, promoting opportunities, valuing resources and abilities, being careful to disparity and inequality issues.

11. If we assume that people and communities are fundamental resources, thereby policies have to work on promotion of relations. This means encouraging the encounters according to passions and interests, it means creating and multiplying the chance to meet experts of particular fields, activating tutorship processes, creating new communication ways.

12. The free information flow and the intense changing period can deeply affect the spread and distribution of information and reversing the direction. We need to prepare to the idea that new teachers could be younger than learners, that youngsters can explain how they created a new tool and to the fact that skills have to be frequently innovated at any age.

13. The new learning processes are changing the traditional cognitive models as, for example, the strict sequence theory-practice, or reading the instruction cards before using an object or the idea that there is only one possible way to use things. On the contrary, the new models are based on the principle “Learning by Doing” according to which you can learn to use an object through its handling, deconstruction and building, by creating the instructions and not by following them.

14. The overcoming of the perspective that conceives people as consumers for the benefit of people as creators of new possibilities, opportunities and information, can be developed also through new outfitting models and regulation of exhibition and educational places. Visitors can no longer just see and read but they need to touch,  to manipulate, to build, to act and change the possible uses not just to the pleasure of “playing” and being active in the cultural fruition but also for the efficacy of the same learning process.

15. The primary role of people and knowledges have to be transparent concerning not just the relation that has to characterize all the cultural public spaces such as libraries and museums, but also in the environmental settings of those places. The stand does not have to prevail on the subject because light and lightness can encourage learning processes, because the discipline’s integration can be underlined and inferable from the same outfittings.

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